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| lo chef Stefano Aldreghetti |
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appassionato di cucina sin da bambino, spesso, nelle preparazioni culinarie, si è aggiudicato appellativi come, camaleonte, poliedrico, pazzo, troppo all'avanguardia, e via di questo passo.
infatti la cucina non conosce confini, e non li conosce nemmeno lo chef.
alcuni mangiano bene, altri benissimo, altri non riescono ancora a capire, altri si nella norma, ma stefano più che utilizzare gli ingredienti giusti, usa un'ingrediente che si chiama cuore, in tutti i suoi menu' proposta, nella degustazione, spesso violando le regole della presentazione del piatto, riesce ancora a stupire.
se dovessi dare un consiglio fidatevi di lui e non prendete le lasagne o la bolognese o un piatto che vi potete fare benissimo a casa, ma mettetevi nelle sue mani e son sicuro che non vi deluderà.
massimo s. | |
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a.i.s. corso di primo livello 1997
a.i.s. corso di secondo livello 1998
a.i.e.s.
(accademia internazionale enogastronomi sommeliers)
1996 accademico
1998 enogastronomo sommeliers
1999 gran maestro ad honorem
1999 mercurio d'oro premio del lavoro
1999 sapori d'italia - stampa internazionale enogastronomica
2004 coocking cup (fanatic)
2006 coocking cup (ita 2)
2006 - internazionali d'italia - medaglia di bronzo(cucina)
2007 - internazionali d'italia - medaglia d'argento (cucina)
medaglia di bronzo (artistica)
medaglia di bronzo (speciale)
2008 - internazionali d'italia - medaglia di bronzo (cucina)
2007 - accademia internazionale esperti degustatori
EPULAE
- maestro enogastronomo sommeliers
-chef in progres
-chef show coocking |
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... mi vien da porrmi una domanda su cosa sia la cucina, forse solo un luogo di preparazione di cibi, quelli che ci piacciono di più, o forse un laboratorio per impiegare del tempo su quello che agli altri piace.
personalmente ho sempre considerato la cucina un tempio del gusto e della tecnica, il luogo dove osare sia obbligatorio, dove selezionare, ricercare, creare sia l'ingrediente quotidiano.
ma allora perchè la gente chiede sempre il solito, quello che mangia tutti i giorni, anche a casa? forse perchè mancando tecnica e cultura, si può più facilmente fare un confronto, il mio ragù è migliore o le vongole o la fettina di carne, così nessuno si sente frustrato e dall'esperienza del ristorante si ritorna a casa un po' pi ù felici aspettando il domani per preparare all'interno delle mura domestiche il ragù della nonna che era sicuramente il migliore!!!
da molti anni opero in cucina, da molti anni ricerco tecnica, gusto, etc. da molti anni sogno che un giorno arriverà il giorno che tutto questo verrà capito.
molto fanno da padrone le guide, le quali spesso immortalano sempre gli stessi, a volte anche mediocri, e non permettono ad altri di iniziare un volo in una ristorazione diversa; spesso le guide inseriscono il nome del ristorante e mantengono quel targhet per sempre (stelle-forchette-bicchieri etc.) ma magari lo chef è cambiato, variando anche quello stile che aveva permesso a quel ristorante di entrar a far parte di quel mondo.........
uno sfogo, no una considerazione.
un grazie va al mio pubblico che costantemente mi permette di osare. stefano. |
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